mercoledì 14 ottobre 2026Vicenza, Italia
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Fotografare il motorsport: panning, tempi di scatto e dove mettersi a bordo pista

Una foto ferma di un'auto in corsa sembra un'auto parcheggiata. La guida pratica di Kris Studio a panning, impostazioni, obiettivi e scelta delle curve, dal primo weekend in tribuna al lavoro con accredito.

Auto da corsa vista dall'alto in curva, con effetto panning, sul cordolo tricolore
Auto da corsa vista dall'alto in curva, con effetto panning, sul cordolo tricolore

Il paradosso della fotografia motorsport è semplice: se congeli tutto, perdi la velocità. Una Hypercar a 1/2000 di secondo è nitidissima, con le ruote ferme e lo sfondo immobile, e sembra ferma ai box. Il lavoro vero è decidere quanto mosso lasciare nell'immagine.

Il panning, in pratica

Il panning consiste nel seguire l'auto con la fotocamera durante lo scatto, usando un tempo lento. L'auto resta nitida, lo sfondo e le ruote diventano scie.

  1. Mettiti con i piedi rivolti al punto in cui vuoi scattare e ruota il busto verso l'auto in arrivo.
  2. Aggancia la messa a fuoco presto e segui l'auto in modo fluido.
  3. Scatta a raffica quando l'auto passa davanti a te e continua a ruotare anche dopo lo scatto: fermarsi di colpo è l'errore più comune.

1/250 sper iniziare, risultato sicuro 1/125 sruote mosse, sfondo a scie 1/60 seffetto forte, tanti scarti 1/30 sper chi ha già la mano

Parti da 1/250 e scendi quando la percentuale di foto nitide è buona. A tempi lenti la resa migliore arriva con le auto che passano di lato, non verso di te.

Le impostazioni di partenza

  • Modalità: priorità di tempi (S o Tv), così controlli il mosso e la fotocamera sceglie il diaframma.
  • Messa a fuoco: continua (AF-C o AI Servo), con un'area ampia o il riconoscimento dei veicoli se la fotocamera lo offre.
  • Stabilizzatore: in modalità panning, se l'obiettivo la prevede. Stabilizza solo il movimento verticale.
  • ISO: con tempi lenti di giorno spesso serve chiudere il diaframma. Un filtro ND leggero aiuta nelle giornate di sole.
  • Raffica: sì, ma con criterio. Tre o quattro scatti nel punto giusto valgono più di trenta a caso.

Quale obiettivo

Dalla tribuna o dalle zone pubbliche le reti e le distanze impongono focali lunghe: un 100-400 mm o un 150-600 mm coprono quasi tutto. Con un accredito e un pettorale si lavora più vicini e un 70-200 mm diventa l'obiettivo principale. Il grandangolo serve per box, griglia di partenza e paddock, dove si raccontano le persone più delle macchine.

Dove mettersi

Le curve lente sono il posto migliore per iniziare: le auto frenano, cambiano assetto, alzano i cordoli. Le uscite di curva regalano auto in appoggio e scintille da sotto il fondo; le staccate mostrano i dischi incandescenti, soprattutto nelle gare che finiscono al buio.

Su circuiti come Imola e Monza ci sono punti classici, raccontati nelle nostre guide: Imola e Monza.

La luce

  • Mattino e tardo pomeriggio: luce radente, riflessi sulle carrozzerie, ombre lunghe.
  • Mezzogiorno: luce dura. Meglio concentrarsi su box e dettagli.
  • Gare al tramonto e di notte: fari, freni e scie luminose. Qui si sale di ISO e si accetta un po' di rumore.

Le reti

Se scatti da dietro una rete, avvicinati il più possibile, usa la focale più lunga e il diaframma più aperto: la rete sparisce fuori fuoco. Evita i punti in cui la rete è doppia o illuminata dal sole.

Sicurezza prima di tutto

Anche con un accredito, le zone di lavoro hanno regole precise: gilet, posizioni consentite, mai le spalle alla pista. Nelle vie di fuga le auto possono arrivare davvero.

Dopo la gara

Scegli poche foto e ordinale come una storia: arrivo in circuito, box, partenza, gara, podio. Un reportage si legge, non si sfoglia. È il metodo con cui costruiamo i reportage della sezione Dal paddock.