L'Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari è uno dei circuiti più amati d'Italia, e non solo per la sua storia. Inaugurato nel 1953, corre in senso antiorario dentro un parco ai margini della città, lungo le colline sopra il Santerno. Dal 2024 ospita la 6 Ore di Imola del Mondiale Endurance, e per decenni è stato la casa del Gran Premio di San Marino e, più di recente, del GP dell'Emilia-Romagna di Formula 1.
4,909 kmlunghezza del tracciato 1953anno di inaugurazione Antiorariosenso di marcia
Un nome, due Ferrari
Il circuito porta il nome di Dino Ferrari, il figlio di Enzo scomparso nel 1956, a cui fu dedicato dopo la sua morte. Dopo la morte del fondatore della Ferrari, nel 1988, il nome è diventato quello di oggi. Il 1994 resta la pagina più dolorosa della sua storia: nel weekend del Gran Premio di San Marino persero la vita Roland Ratzenberger e Ayrton Senna. Dopo quel weekend il tracciato è stato profondamente modificato, a partire dal Tamburello, trasformato in variante.
Il giro, curva per curva
- Tamburello: dopo il rettilineo dei box, la variante dove le auto staccano forte. Luogo carico di memoria, con il monumento a Senna nel parco.
- Villeneuve: la seconda variante, dedicata a Gilles Villeneuve.
- Tosa: il tornante a sinistra, uno dei punti di sorpasso più chiari. Qui le auto arrivano in forte staccata.
- Piratella: si sale e si scollina verso sinistra. Le auto si alleggeriscono in cima alla collina.
- Acque Minerali: la discesa e poi la risalita a destra, con le auto che caricano le sospensioni in compressione. Una delle zone più spettacolari di tutto il circuito.
- Variante Alta: la chicane con i cordoli alti, dove le auto saltano e si scompongono.
- Rivazza: la doppia sinistra in discesa che riporta verso il traguardo, davanti a una delle zone più amate dal pubblico.
Dove mettersi per fotografare
Rivazza. La staccata in discesa si vede da un ampio anfiteatro naturale. È il posto migliore per foto con il pubblico e le colline sullo sfondo, e nel pomeriggio la luce laterale disegna bene le carrozzerie.
Acque Minerali. Il saliscendi permette inquadrature dall'alto, rare su un circuito. Ottimo per il panning sui tratti in cui le auto passano di lato.
Tosa. Staccata, frenata al limite, spesso qualche bloccaggio. Con i tempi rapidi si congelano le ruote fumanti; con i tempi lenti si ottengono scie nette sull'uscita.
Variante Alta. Cordoli, salti, auto in appoggio. Serve una focale lunga, ma il risultato ripaga.
Per le impostazioni di base, dal panning alla scelta dell'obiettivo, leggi la nostra guida alla fotografia motorsport.
Come arrivare
- In treno: la stazione di Imola è sulla linea Bologna-Rimini. Dal centro si arriva al circuito a piedi.
- In auto: uscita Imola dell'autostrada A14. Nei weekend di gara conviene arrivare presto: i parcheggi vicini si riempiono in fretta.
Consigli pratici
- Le zone a prato sono ampie ma in pendenza: scarpe comode e qualcosa per sedersi.
- In primavera il tempo cambia in fretta: una giacca antipioggia non manca mai nello zaino.
- Per le gare lunghe organizzati per spostarti durante la giornata: la luce migliore cambia curva con il passare delle ore.
Guarda com'era Imola durante il Mondiale Endurance nel nostro reportage dalla 6 Ore.


