Il paradosso della fotografia motorsport è semplice: se congeli tutto, perdi la velocità. Una Hypercar a 1/2000 di secondo è nitidissima, con le ruote ferme e lo sfondo immobile, e sembra ferma ai box. Il lavoro vero è decidere quanto mosso lasciare nell'immagine.
Il panning, in pratica
Il panning consiste nel seguire l'auto con la fotocamera durante lo scatto, usando un tempo lento. L'auto resta nitida, lo sfondo e le ruote diventano scie.
- Mettiti con i piedi rivolti al punto in cui vuoi scattare e ruota il busto verso l'auto in arrivo.
- Aggancia la messa a fuoco presto e segui l'auto in modo fluido.
- Scatta a raffica quando l'auto passa davanti a te e continua a ruotare anche dopo lo scatto: fermarsi di colpo è l'errore più comune.
1/250 sper iniziare, risultato sicuro 1/125 sruote mosse, sfondo a scie 1/60 seffetto forte, tanti scarti 1/30 sper chi ha già la mano
Parti da 1/250 e scendi quando la percentuale di foto nitide è buona. A tempi lenti la resa migliore arriva con le auto che passano di lato, non verso di te.
Le impostazioni di partenza
- Modalità: priorità di tempi (S o Tv), così controlli il mosso e la fotocamera sceglie il diaframma.
- Messa a fuoco: continua (AF-C o AI Servo), con un'area ampia o il riconoscimento dei veicoli se la fotocamera lo offre.
- Stabilizzatore: in modalità panning, se l'obiettivo la prevede. Stabilizza solo il movimento verticale.
- ISO: con tempi lenti di giorno spesso serve chiudere il diaframma. Un filtro ND leggero aiuta nelle giornate di sole.
- Raffica: sì, ma con criterio. Tre o quattro scatti nel punto giusto valgono più di trenta a caso.
Quale obiettivo
Dalla tribuna o dalle zone pubbliche le reti e le distanze impongono focali lunghe: un 100-400 mm o un 150-600 mm coprono quasi tutto. Con un accredito e un pettorale si lavora più vicini e un 70-200 mm diventa l'obiettivo principale. Il grandangolo serve per box, griglia di partenza e paddock, dove si raccontano le persone più delle macchine.
Dove mettersi
Le curve lente sono il posto migliore per iniziare: le auto frenano, cambiano assetto, alzano i cordoli. Le uscite di curva regalano auto in appoggio e scintille da sotto il fondo; le staccate mostrano i dischi incandescenti, soprattutto nelle gare che finiscono al buio.
Su circuiti come Imola e Monza ci sono punti classici, raccontati nelle nostre guide: Imola e Monza.
La luce
- Mattino e tardo pomeriggio: luce radente, riflessi sulle carrozzerie, ombre lunghe.
- Mezzogiorno: luce dura. Meglio concentrarsi su box e dettagli.
- Gare al tramonto e di notte: fari, freni e scie luminose. Qui si sale di ISO e si accetta un po' di rumore.
Le reti
Se scatti da dietro una rete, avvicinati il più possibile, usa la focale più lunga e il diaframma più aperto: la rete sparisce fuori fuoco. Evita i punti in cui la rete è doppia o illuminata dal sole.
Sicurezza prima di tutto
Anche con un accredito, le zone di lavoro hanno regole precise: gilet, posizioni consentite, mai le spalle alla pista. Nelle vie di fuga le auto possono arrivare davvero.
Dopo la gara
Scegli poche foto e ordinale come una storia: arrivo in circuito, box, partenza, gara, podio. Un reportage si legge, non si sfoglia. È il metodo con cui costruiamo i reportage della sezione Dal paddock.


