Dopo il caos che ha preceduto il via del Gran Premio di Sepang, la FIA ha spiegato che cosa è andato storto: nessun guasto meccanico alle power unit, ma un problema legato al software di gestione dell'energia. Il comunicato definisce la situazione senza precedenti e annuncia due interventi: uno per Singapore e uno, più strutturale, per il Gran Premio degli Stati Uniti.
Cosa è successo secondo la FIA
Durante i giri di formazione diverse vetture hanno segnalato problemi e la direzione gara ha sospeso la procedura di partenza. Secondo la FIA, la causa è stata la combinazione di due fattori: un regime di rotazione del motore termico molto basso e i limiti sulla potenza elettrica in alcuni tratti del circuito.
In quelle zone il sistema riduce la potenza disponibile di 250 kW. A bassi regimi, spiega la FIA, alcune vetture hanno perso più potenza del previsto e non sono riuscite a recuperarla in quei tratti. A rendere tutto più difficile, la pista bagnata e le velocità lentissime dei giri di formazione.
Un problema di gestione dell'energia, non di affidabilità meccanica delle power unit: è la lettura della FIA.
Come è stato risolto in meno di un'ora
Il comunicato ricostruisce i tempi della correzione, dalla sospensione fino all'uscita dai box.
| Ora locale | Cosa succede |
|---|---|
| 15:45 | La procedura di partenza viene sospesa dopo due giri di formazione |
| 15:50 | Il gruppo tecnico FIA individua la causa e distribuisce una configurazione software aggiornata |
| 16:03 | Nuove istruzioni tecniche ai team |
| 16:20 | Integrazione completata |
| 16:22 | Segnale dei dieci minuti |
| 16:33 | Le vetture lasciano la corsia box |
Dalla sospensione all'uscita dalla corsia box sono passati 48 minuti. A questo tempo va aggiunto il ritardo già accumulato per la pioggia.
Cosa cambia da qui in poi
- Singapore: in caso di condizioni di bagnato simili, verrà ripristinata la configurazione software usata a Sepang.
- Austin (25 ottobre): arriverà un aggiornamento dedicato alla gestione della power unit sul bagnato.
- Controlli: la FIA promette verifiche più solide, con più simulazioni, valutazioni indipendenti e una collaborazione più stretta tra FIA, team, costruttori di power unit e fornitore della centralina elettronica unica. Riconosce che le occasioni di test in pista sono poche.
"Non era stato provato?" La replica della FIA
Alle critiche di chi parlava di software non testato, la FIA risponde che team e costruttori lo avevano validato al simulatore e che era già stato usato nelle prime prove libere dei Gran Premi del Belgio e dei Paesi Bassi. Il punto, spiega, è un altro: in test non è possibile riprodurre ogni combinazione di funzionamento.
È un promemoria di quanto, con le power unit del 2026, la gestione dell'energia elettrica sia ormai parte della prestazione: e di quanto una condizione fuori dall'ordinario, come un giro di formazione lentissimo sul bagnato, possa metterla in crisi.


